Cosa succede quando un dipendente diventa inidoneo a una specifica mansione per motivi di salute? L’azienda può assegnargli automaticamente un ruolo di livello inferiore?
La risposta è no, e a ribadirlo è la Corte di Cassazione (Ordinanza n. 15893/2026).
La Suprema Corte ha esaminato il caso di un dipendente di un supermercato che, non potendo più accedere alle celle frigorifere per ragioni mediche, è stato declassato a mansioni puramente esecutive e successivamente vittima di comportamenti vessatori da parte dei superiori.
Nel respingere il ricorso dell’azienda, la Cassazione ha fissato punti fondamentali per la tutela dei lavoratori:
Nessun demansionamento automatico: Secondo l’art. 42 del D.lgs. 81/2008, il datore di lavoro ha l’obbligo di ricollocare il dipendente in mansioni equivalenti. Il passaggio a mansioni inferiori è consentito solo come estrema ratio.
L’onere della prova è dell’azienda: Spetta al datore di lavoro dimostrare in modo inequivocabile che non era possibile alcuna alternativa di pari livello.
Tolleranza zero per il Mobbing: Controlli ingiustificati, richiami continui, permessi negati e disparità di trattamento configurano un chiaro intento persecutorio (animus nocendi).
L’esito della sentenza? L’azienda è stata condannata a ripristinare il livello contrattuale originario del lavoratore e a risarcire sia il danno biologico (per la salute psico-fisica) che il danno alla professionalità.
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