Permessi Legge 104 2026

La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 13155/2026, ha confermato una regola molto chiara: usare in modo scorretto i permessi della Legge 104 può portare al licenziamento per giusta causa.

Utilizzare questi giorni per i propri impegni personali, invece che per assistere un familiare con disabilità, è un errore grave. Questo comportamento danneggia sia il datore di lavoro, che perde l'attività del dipendente, sia l'INPS, che paga un'indennità non dovuta.

La legge non ammette furbizie. Le aziende e le amministrazioni hanno il diritto di fare controlli per verificare come vengono usati i permessi e per sanzionare chi ne abusa.

Conoscere bene le regole è l'unico modo per evitare sanzioni che possono farti perdere il posto di lavoro. Non rischiare per una distrazione o per un dubbio.

Affidati a chi può spiegarti i tuoi diritti e doveri in modo chiaro. Contatta UNSIC Trani per una consulenza e per gestire le tue pratiche in totale sicurezza.

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Il lavoro: fondamento di dignità, sviluppo e coesione sociale

Il lavoro non è soltanto una fonte di reddito. È il fondamento della dignità della persona, uno strumento di inclusione sociale e una leva essenziale per la crescita economica e civile del Paese.

In un contesto caratterizzato dall'aumento del costo della vita e dalle profonde trasformazioni del mercato del lavoro, è necessario riaffermare con convinzione il valore di una giusta retribuzione, della sicurezza nei luoghi di lavoro, della formazione continua e della piena tutela dei diritti.

Investire nella qualità del lavoro significa investire nel futuro. Significa creare opportunità, valorizzare le competenze, sostenere le famiglie e offrire alle nuove generazioni prospettive concrete di crescita e realizzazione.

Lo sviluppo economico non può prescindere dal valore della persona. Per questo è fondamentale promuovere un modello di crescita capace di coniugare competitività, responsabilità sociale e rispetto dei diritti, affinché il lavoro continui a essere il principale motore di progresso, coesione e democrazia.

Solo ponendo il lavoro al centro delle politiche pubbliche e delle scelte economiche sarà possibile costruire un futuro più equo, sostenibile e inclusivo per tutti.


Dott. Domenico Corraro

Dirigente Sindacale Unsic Trani

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"L'unione non è solo nel nostro nome, è il motore che fa crescere il nostro territorio." 🤝🌱

Ogni giorno siamo al fianco di imprese, lavoratori e famiglie per costruire una rete solida e un futuro migliore per la nostra comunità. Crediamo fortemente che le sfide quotidiane si possano superare solo in un modo: facendo squadra.

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Rinnovo dell'Assegno di Inclusione: la guida pratica per non perdere il beneficio.

L'INPS ha appena chiarito le regole per rinnovare l'ADI con il Messaggio 2437/2026. Se ti stai avvicinando alla scadenza dei primi 18 mesi, è il momento di capire esattamente come muoverti per evitare blocchi nei pagamenti.

Scorrendo questo carosello ti spieghiamo in modo chiaro e diretto:

Quanto dura il rinnovo e le percentuali di pagamento

Come comportarti se il tuo nucleo familiare è cambiato (o è rimasto lo stesso)

Cosa succede alla tua attuale Carta ADI

Le scadenze tassative per presentare le certificazioni di svantaggio aggiornate

Attenzione ai dettagli: basta un ritardo nella comunicazione ai Servizi Sociali o un documento scaduto per causare la sospensione dell'assegno.

Non lasciare nulla al caso. Il team di UNSIC Trani è a tua disposizione per gestire la pratica in modo rapido e sicuro, supportandoti in ogni passaggio.

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📌 COMUNICAZIONE DI CHIUSURA ESTIVA

Si informa la gentile utenza che gli uffici di UNSIC Trani osserveranno un periodo di chiusura per la consueta pausa estiva, a partire da lunedì 10 agosto fino a mercoledì 2 settembre compresi.

Tutte le attività di consulenza e i servizi di sportello riprenderanno con la consueta regolarità a partire da giovedì 3 settembre.

La Direzione e l’intero staff colgono l’occasione per augurare a tutti un sereno periodo di riposo.

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Il CAF Unsic Trani è su LinkedIn: Seguici ora!

Rimanere aggiornati in un panorama normativo e fiscale in costante evoluzione è fondamentale per cittadini, professionisti e imprese. Il CAF UNSIC Trani si impegna quotidianamente per essere al vostro fianco, offrendo un servizio di assistenza continua e informazione tempestiva.

Seguite la nostra pagina LinkedIn per non perdere novità fiscali, scadenze importanti, bandi e agevolazioni. Il nostro obiettivo è fornirvi aggiornamenti chiari e utili per le vostre esigenze.

[Profilo LinkedIn]: UNSIC Trani

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Cantiere sotto sequestro? Le responsabilità del Coordinatore della Sicurezza non si fermano.

Con la recente sentenza n. 28466 del 27.07.2026, la Cassazione ha ribadito un principio fondamentale per i professionisti del settore edile: il sequestro di un'area e la conseguente sospensione dei lavori non fanno venir meno l'obbligo di aggiornare il Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC).

Perché? Anche senza operai attivi, un cantiere fermo è un ambiente che continua a generare potenziali rischi (strutturali, ambientali o legati all'abbandono) che devono essere obbligatoriamente valutati e gestiti.

👉 Scorri il carosello per approfondire il caso e capire cosa prevede esattamente la giurisprudenza.

Hai mai dovuto gestire le procedure di sicurezza in un cantiere con lavori sospesi? Condividi la tua esperienza nei commenti.

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Omissione di comunicazione vincite e sussidi al reddito: il chiarimento della Cassazione

Una recente pronuncia della Corte di Cassazione (sentenza n. 28657 del 29.07.2026) ha introdotto un importante chiarimento in merito agli obblighi di comunicazione per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza e misure di sostegno analoghe.

La Corte ha stabilito che le vincite derivanti dal gioco costituiscono a tutti gli effetti reddito soggetto a tassazione. È fondamentale sottolineare che tale principio si applica integralmente anche qualora le somme vinte non vengano materialmente prelevate dal conto di gioco o dalla piattaforma online.

L'omessa comunicazione di tali importi configura una dichiarazione non veritiera della propria situazione reddituale.
Questo comporta il rischio concreto di revoca del beneficio economico, oltre a esporre il cittadino a potenziali conseguenze sul piano legale/penalistico.

Per evitare irregolarità ed errori nella dichiarazione dei propri redditi, nella fruizione dei benefici assistenziali, è essenziale mantenere la propria posizione costantemente aggiornata nel pieno rispetto delle normative vigenti.

Per supporto nella gestione delle tue pratiche fiscali e previdenziali e assistenziali (reddito di cittadinanza, assegno di inclusione, supporto formazione lavoro, ecc.) il nostro ufficio è a tua completa disposizione.
Ti invitiamo a recarti presso la nostra sede per una consulenza personalizzata e per verificare la correttezza delle tue dichiarazioni.

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Arretrati sull’Indennità di Accompagnamento: un passo avanti per la tutela dei diritti.

La recente ordinanza della Cassazione (n. 19606 del 13.06.2026) ha chiarito un principio fondamentale: per ottenere il pagamento degli arretrati, i certificati medici emessi prima della domanda amministrativa sono pienamente validi.

Spesso il diritto veniva negato sostenendo che, per le patologie di natura “progressiva”, fosse impossibile stabilire la gravità nel passato. Oggi la Suprema Corte ribalta questa prassi: in assenza di prove contrarie, la documentazione storica non può essere ignorata.

Cosa significa questo per te o per i tuoi familiari?
Che è possibile recuperare le somme non corrisposte se in possesso di referti medici precedenti che attestano la necessità di assistenza continua.

Presso la sede UNSIC Trani, i nostri consulenti sono a tua disposizione per analizzare la documentazione medica storica e guidarti passo dopo passo nell’iter di recupero.

📍 Ti aspettiamo in sede per una valutazione del tuo caso.
✉️ Scrivici in DM o contattaci per fissare un appuntamento.

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Inidoneità fisica, Demansionamento e Mobbing: cosa dice la Cassazione?

Cosa succede quando un dipendente diventa inidoneo a una specifica mansione per motivi di salute? L’azienda può assegnargli automaticamente un ruolo di livello inferiore?

La risposta è no, e a ribadirlo è la Corte di Cassazione (Ordinanza n. 15893/2026).

La Suprema Corte ha esaminato il caso di un dipendente di un supermercato che, non potendo più accedere alle celle frigorifere per ragioni mediche, è stato declassato a mansioni puramente esecutive e successivamente vittima di comportamenti vessatori da parte dei superiori.

Nel respingere il ricorso dell’azienda, la Cassazione ha fissato punti fondamentali per la tutela dei lavoratori:

Nessun demansionamento automatico: Secondo l’art. 42 del D.lgs. 81/2008, il datore di lavoro ha l’obbligo di ricollocare il dipendente in mansioni equivalenti. Il passaggio a mansioni inferiori è consentito solo come estrema ratio.

L’onere della prova è dell’azienda: Spetta al datore di lavoro dimostrare in modo inequivocabile che non era possibile alcuna alternativa di pari livello.

Tolleranza zero per il Mobbing: Controlli ingiustificati, richiami continui, permessi negati e disparità di trattamento configurano un chiaro intento persecutorio (animus nocendi).

L’esito della sentenza? L’azienda è stata condannata a ripristinare il livello contrattuale originario del lavoratore e a risarcire sia il danno biologico (per la salute psico-fisica) che il danno alla professionalità.

👉 Scorri il carosello per ripercorrere i punti chiave di questa importante ordinanza.

📩 Hai vissuto o stai gestendo una situazione simile nella tua azienda? Scrivici in DM per un confronto o una consulenza personalizzata.

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Sicurezza sul Lavoro: la “condotta abnorme” non è un alibi se le protezioni sono manomesse.

In una recente sentenza, la Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale in tema di infortuni e responsabilità.

Il caso: un operaio ha tragicamente perso la vita in un compattatore di rifiuti dopo essersi arrampicato sul mezzo in funzione per sbloccare un inceppamento. La difesa del concessionario del macchinario invocava l’imprudenza del lavoratore per escludere le proprie colpe.

La Suprema Corte ha respinto la tesi difensiva, accertando che i sistemi di sicurezza erano stati gravemente bypassati. Ecco i due punti chiave:

Nessuna “condotta abnorme”: Pur essendo un’azione gravemente incauta, l’intervento rientrava nelle mansioni di scarico dell’operaio. Non era un “rischio eccentrico” avulso dal controllo di chi deve garantire la sicurezza.

Responsabilità del fornitore: Chi concede in uso un macchinario ha il preciso obbligo di certificarne la conformità. Tollerare manutenzioni carenti e manomissioni non ammette giustificazioni legali.

💡 La sicurezza non è mai un optional. Le gravi carenze manutentive annullano il tentativo di scaricare la responsabilità sull’imprudenza del lavoratore.

Scorri il carosello per approfondire la decisione.

👇 Cosa ne pensi di questo principio giurisprudenziale? Dillo nei commenti e salva il post!

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