La Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, è intervenuta per chiarire questo aspetto fondamentale con la pronuncia n. 24978/2026 del 3 settembre 2026.
Secondo la Suprema Corte, l’avviso bonario INPS inviato tramite raccomandata A/R si presume legalmente conosciuto dal destinatario già al momento del rilascio dell’avviso di giacenza, e non nel momento in cui avviene il successivo ritiro materiale dell'atto presso l'ufficio postale. Resta salva la possibilità per il destinatario di fornire prova contraria dell'impossibilità di averne avuto tempestiva conoscenza.
Il principio di diritto stabilisce quindi che l'efficacia interruttiva della prescrizione dei contributi previdenziali scatta dalla data di deposito dell'avviso di giacenza nella cassetta delle lettere. Ritardare il ritiro della raccomandata sperando di far maturare i termini di prescrizione risulta pertanto una pratica inefficace. Questa sentenza ribadisce l'importanza di monitorare con tempestività e attenzione tutte le comunicazioni postali giacenti per tutelare la propria posizione contributiva e fiscale.
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